La pandemia è partita in laboratorio?

Ha suscitato interesse l’ultimo articolo della dottoressa Alina Chan, pubblicato pochi giorni fa nella rubrica OPINION del New York Times, dal titolo: Why the Pandemic Probably Started in a Lab, in 5 Key Points.

Per contesto, Alina Chan è una biologa molecolare canadese specializzata in terapia genica e ingegneria cellulare, diventata nota per aver sostenuto l’ipotesi di una fuga di Sars-Cov-2 dal laboratorio di Wuhan, pubblicando un articolo scientifico in pre-print del 2020, ma mai accettato da alcune rivista specializzata. Chan sosteneva in quell’articolo che il virus fosse “pre-adattato” agli esseri umani. Un articolo di revisione pubblicato su Cell descrisse la teoria del pre-adattamento come priva di validità.

L’autrice ha inoltre scritto nel 2021 il libro “Viral: The Search for the Origin of Covid-19”, mentre l’articolo pubblicato sul New York Times nella rubrica OPINION riflette appunto le sue opinioni e non è stato soggetto al più rigoroso controllo redazionale del giornale statunitense. Così come, evidentemente, l’articolo stesso non è tratto da uno studio pubblicato su riviste specializzate con peer-review.

Detto questo, è interessante entrare un po’ nel dettaglio dell’articolo pubblicato sul New York Times, nel quale Alina Chan inizia citando la recente audizione alla Camera di Anthony Fauci. Durante questa audizione l’immunologo ha dichiarato, con evidente onestà intellettuale, che l’ipotesi dell’origine di Sars-Cov-2 come fuga da un laboratorio, che inizialmente aveva sminuito, non dovrebbe essere considerata solo una mera teoria della cospirazione, e meriterebbe quindi ulteriori indagini. Chan espone poi alcuni legittimi sospetti a sostegno dell’ipotesi della fuga accidentale dal laboratorio, pur considerando ancora plausibile l’origine zoonotica, cioè la trasmissione da parte di un animale. In alcune parti però non mi è sembrato un articolo sufficientemente equilibrato e sono emerse alcune criticità.

I punti esposti vertono principalmente sulla posizione geografica del primo focolaio e le ricerche effettuate nel vicino laboratorio di virologia di Wuhan, oltre che sulla mancanza di prove definitive sull’origine animale del virus.

Quando però la dottoressa evidenzia una certa mancanza di prove riguardo l’origina zoonotica, non è per nulla chiara riguardo le varianti ancestrali di Sars-Cov-2. Esistono studi su alcuni virus, come RaTG13 e RmYN02, trovati nei pipistrelli, che mostrano una somiglianza genetica superiore al 90% con SARS-CoV-2, il che suggerisce una relazione evolutiva. Ma è proprio il suo articolo sul New York Times che mostra prima questo grafico dell’albero filogenetico di SARS-CoV-2, evidenziandone la relazione evolutiva con i coronavirus dei pipistrelli:

per poi mostrare questa tabella che afferma, al contrario, come non siano state trovate varianti ancestrali del virus:

Esiste certamente un vuoto fra i progenitori del virus presenti nei pipistrelli e le forme che infettano l’essere umano, che si spera si possa prima o poi colmare grazie alla ricerca scientifica. Ma non è vero che non sono state del tutto trovate forme ancestrali.

Detto questo, l’assenza di prove non è però una prova di assenza. Per dimostrare la tesi alternativa, serve qualcosa di più solido.

Alina Chan inizia quindi a spiegare cosa fosse la proposta di ricerca DEFUSE, coordinata da EcoHealth Alliance con la collaborazione del laboratorio di virologia di Wuhan, risalente al 2018 e resa pubblica nel 2021. Con DEFUSE ci si proponeva di creare e studiare coronavirus con proteine spike che contenessero un sito di clivaggio della furina, una caratteristica chiave per la capacità infettiva verso gli esseri umani. Chan non dice però che la proposta fu rifiutata proprio perché troppo pericolosa, notando solamente che la stessa caratteristica è stata poi effettivamente rilevata in Sars-Cov-2 due anni dopo. Insinuando quindi che la ricerca potrebbe essere stata portata avanti di nascosto, utilizzando tra l’altro protocolli di sicurezza inadeguati. E ignorando la possibilità che semplicemente la ricerca fosse sulla strada giusta.

Speculazioni o dubbi leciti che siano, non si tratta certo di prove, nonostante l’autrice scriva proprio “a growing volume of evidence”. Così come non sono una prova la diffusa mancanza di trasparenza in Cina e la difficoltà con la quale alcune informazioni sono trapelate nel tempo. Per quanto questo significhi che è ancora lunga la strada per una ricerca scientifica veramente sicura e trasparente, questo non implica necessariamente una origine in laboratorio di Sars-Cov-2. Il già citato articolo su RmYN02 mostra infatti che anche mutazioni spontanee guidate dalla selezione naturale possono portare a proteine molto simili a quelle necessarie per il clivaggio della furina. Chan non lo dice, dimostrando di fare un po’ di cherry picking.

Quindi sappiamo cosa sia realmente successo? No.

Non è una ipotesi assurda che il governo cinese possa aver manipolato le informazioni riguardo il laboratorio di Wuhan e sul wet market. Qualora anche gli USA fossero in qualche misura coinvolti (nonostante pare non abbiano finanziato DEFUSE), i due Paesi insieme potrebbero aver tramato per tentare un insabbiamento a livello mondiale.

Così come non è implausibile che l’origine di Sars-Cov-2 sia invece zoonotica e che le informazioni occultate fossero solo un goffo tentativo di evitare di essere ingiustamente accusati d’aver scatenato una pandemia. Con conseguenze reputazionali devastanti.

Non solo Fauci, ma molti altri ricercatori ed esperti (che hanno controargomentato all’articolo di Chan) sostengono che, sebbene la teoria della fuga dal laboratorio non possa essere esclusa, non ci sono nemmeno prove a conferma. E sono quindi assolutamente necessari ulteriori studi prima di poter giungere a conclusioni definitive. Deludente e frustrante? Certamente, ma tant’è.

Si avverte una forte puzza di volontà politica di sostenere una certa ipotesi quando si traggono troppe conclusioni da dati parziali. E sappiamo perfettamente quanto la questione dell’origine della pandemia sia infatti fortemente politicizzata.

L’autrice stessa cita uno studio sull’eccesso di mortalità globale nel periodo 2020-2024, che è risultato essere la tremenda e inconcepibile cifra di 27 ± 8 milioni di persone. Il desiderio di trovare la verità è lodevole. Intellettualmente, ma soprattutto per il rispetto che è dovuto a queste vittime.

Ma è proprio per questo rispetto che bisognerebbe essere davvero molto cauti prima di saltare a conclusioni affrettate che potrebbero allontanarci dalla verità.

Fonti:

  1. Why the Pandemic Probably Started in a Lab, in 5 Key Points, 2024
  2. A Hearing with Dr. Anthony Fauci, 2024
  3. SARS-CoV-2 is well adapted for humans. What does this mean for re-emergence?, 2020
  4. New Research Reveals Bats & Pangolins in Southeast Asia Harbor COVID-19-Related Coronaviruses, 2021
  5. Natural selection in the evolution of SARS-CoV-2 in bats created a generalist virus and highly capable human pathogen, 2021
  6. The origins of SARS-CoV-2: A critical review, 2021
  7. CATS AND BATS AND PANGOLINS: THE ORIGIN OF SARS-COV-2, 2020

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