I pidocchi sono insetti parassiti obbligati specie-specifici. Questo vuol dire che, ad esempio, i pidocchi umani sono così specializzati su Homo sapiens che non sono in grado di vivere su un ospite di un’altra specie. E ce li siamo tenuti addosso per così tanti milioni di anni che ora possiamo imparare moltissimo della nostra storia evolutiva studiandoli. Addirittura ritroviamo in loro la prova che la specie umana è nata in Africa.
Ma partiamo dall’inizio.
Esistono tante specie di pidocchi, tutti appartenenti all’Ordine degli Anoplura, che vivono tutti succhiando il sangue di mammiferi, iniettando una pruriginosa saliva anticoagulante che spesso è veicolo di malattie. Significa che, in passato, i progenitori dei nostri pidocchi si sono differenziati più volte fino a formare molte nuove specie, così gradualmente che ognuna di queste è rimasta specie-specifica.
In particolare, gli scienziati hanno studiato le due specie di pidocchi del genere Pediculus che vivono su noi umani (ovvero Pediculus humanus) e sui nostri cugini scimpanzé (ovvero Pediculus schaeffi). Hanno misurato le differenze genetiche di queste due specie e hanno usato il metodo chiamato orologio molecolare per stimare quanto tempo fa le due specie hanno iniziato a separarsi dal loro progenitore comune.
La tecnica dell’orologio molecolare non fa altro che misurare le differenze fra due DNA e moltiplicarle per il tasso di mutazione per milione di anni, ritenuto relativamente costante, specialmente in gruppi di esseri viventi abbastanza simili e per porzioni di DNA non codificanti, soggetti meno a selezione naturale.
Si è quindi scoperto che P. humans e P. schaeffi condividono un antenato comune risalente a circa 6 milioni di anni fa. Datazione che coincide con quella dell’antenato comune tra H. sapiens e Pan troglodytes (lo scimpanzé). Le due divergenze sono quindi contemporanee, ma questo fatto non stupisce, dal momento che, per sopravvivere, il bisnonno pidocchio doveva adattarsi ai cambiamenti del suo ospite. Le linee evolutive che non sono state in grado di coevolvere prontamente si sono semplicemente estinte.
Le sorprese però arrivano da un altro genere di pidocchi, quelli che infestano solo i peli pubici. Si tratta del genere Pthirus, e gli scienziati hanno studiato in particolare due specie: P. pubis, che infesta l’uomo, e P. gorillae. Vi lascio indovinare quale specie è infestata da quest’ultimo.

In questo caso, l’orologio molecolare fornisce un risultato apparentemente molto strano: solo 4,5 milioni di anni dal progenitore comune; quando esseri umani e gorilla hanno invece un progenitore comune risalente a circa 7 milioni di anni fa.
Una delle spiegazioni che meglio si adattano ai dati è che il pidocchio pubico gorillesco abbia fatto un salto di specie adattandosi al pube umanoide. Evento raro, viste le caratteristiche specie-specifiche di cui abbiamo parlato prima. L’antenato di P. gorillae deve aver trovato nei peli pubici di qualche esemplare di ominino delle condizioni molto simili a quelle a cui era abituato. E ci si è trasferito, iniziando una linea evolutiva separata, poiché prove di ulteriori scambi di parassiti non ne abbiamo.

È proprio così che spesso si verificano le speciazioni, ovvero il processo evolutivo per il quale si formano nuove specie da quelle esistenti. La separazioni di due isole, così si chiamano tecnicamente, che non permettono più lo scambio genetico come era nella popolazione iniziale. Così come due specie si possono formare perché ad un certo punto nel loro areale passa un fiume o una catena montuosa che separa in due la popolazione, così i pidocchi pubici degli antenati dei gorilla e quelli dei nostri antenati non hanno più avuto occasione di accoppiarsi e, poco alla volta, le mutazioni casuali e le differenti pressioni selettive, hanno accumulato abbastanza cambiamenti da poterli ritenere due specie distinte.
Non solo, perché più o meno contemporaneamente alla divergenza dei pidocchi pubici, i nostri antenati hanno iniziato a perdere la folta pelliccia che invece caratterizza i primati. L’adattamento, probabilmente avvenuto perché vantaggioso dopo aver acquisito la postura eretta e per meglio smaltire il calore durante le lunghe corse fatte durante la caccia, ha creato anche qui due isole (però nella stessa specie ospite, noi) tenendo ben separati i Pediculus dai Pthirus. I pidocchi pubici, infatti, si sono adattati a vivere in aree del corpo con peli più grossi e sparsi, come quelli delle zone intime, mentre i pidocchi della testa vivono tra i capelli più fini e densi del cuoio capelluto. Due nicchie ecologiche separate significa nessuna competizione fra Pediculus e Pthirus e maggiore probabilità di sopravvivenza per il nuovo arrivato.
Forse un’analisi ancora più sorprendente, e che ha a che fare proprio con questa modalità di speciazione tramite la formazione di isole, riguarda le due sottospecie di Pediculus humanus che vivono sull’uomo: il pidocchio del capo (Pediculus humanus capitis), che vive e si nutre esclusivamente sul cuoio capelluto, e il pidocchio del corpo (P. humanus corporis), che si nutre sul corpo ma vive negli indumenti. Questi due pidocchi non sono ancora così distanti geneticamente da poter essere considerate specie diverse, ma… frequentando locali diversi è difficile che un capitis si ritrovi a rimorchiare un corporis. La divergenza fra queste sottospecie di pidocchi è stata calcolata in 72.000 +/- 42.000 anni, compatibile con l’uscita dall’Africa di Homo sapiens.
Cosa vuol dire tutto ciò? Che eravamo scimmie nude già molto tempo prima di iniziare a usare i vestiti, ma che ne abbiamo avuto bisogno quando abbiamo iniziato a spostarci in climi più freddi, fuori dal continente africano. Ed è stato allora che due popolazioni di pidocchi si sono trovate in habitat diversi, iniziando la lenta marcia verso la formazione di nuove specie.
Infine, il risultato secondo me più spettacolare: è stata misurata una maggiore diversità genetica nei pidocchi africani rispetto a quelli non africani, suggerendo un’origine africana dei pidocchi umani. Questo coincide perfettamente con la diversità genetica umana, anch’essa maggiore in Africa che fuori dall’Africa, causata dalle migrazioni nel corso dei millenni, secondo quello che è stato chiamato l’effetto del fondatore in serie. Ne parlai nell’articolo “Perché siamo (biologicamente) uguali?“, e spiega elegantemente sia perché c’è pochissima variabilità genetica nella popolazione umana e sia perché siamo così sicuri dell’origine africana della nostra specie. E quindi spiega perché la diversità genetica dei pidocchi segua la stessa distribuzione, visto che ce li siamo portati a spasso per il pianeta.
Il fatto che si possa ottenere un’ulteriore conferma indipendente basata su dei fastidiosissimi parassiti è la dimostrazione di quanto la scienza sia uno strumento straordinariamente potente.

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