Una vecchia storiella

“Uno scienziato vuole capire come il grillo percepisca i suoni. Colloca il grillo sul tavolo, produce un forte suono battendo le mani e osserva che il grillo fa un salto per lo spavento. Prende il grillo, gli toglie una zampa e ripete l’operazione: alla presentazione del suono, di nuovo il grillo sobbalza. Allora lo scienziato procede a togliere una seconda zampa, ma di nuovo il grillo sobbalza quando viene prodotto il suono. Lo scienziato prosegue così con l’amputazione delle altre zampe, a una a una, sempre col medesimo risultato. Giunge infine all’amputazione della sesta e ultima zampa. Depone il grillo sul tavolo e questi, alla presentazione del suono, non si muove più. Lo scienziato può così concludere: «Come avete potuto osservare, il grillo sente i suoni con le zampe!» Ironia vuole che abbia ragione, anche se per i motivi sbagliati. Il grillo, come molti insetti, ha in effetti gli organi dell’udito sugli arti (tarsi) anteriori.”

Pensieri della mosca con la testa storta, Giorgio Vallortigara, p. 142.

(Immagine di apertura generata con l’intelligenza artificiale DALL-E)


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