Effective population size di Homo sapiens

Tempo fa scrivevo del perché siamo biologicamente uguali, di quanto scarsa fosse la variabilità genetica nella specie umana e di quali potrebbero essere le cause.

Un modo affascinante per vedere la questione è di considerare il concetto di effective population size (o grandezza effettiva della popolazione).

L’effective population size è una misura, usata in genetica, che stima quanti individui stiano effettivamente contribuendo al pool genetico della popolazione stessa.

Da un altro punto di vista, questa stima corrisponde al numero minimo di individui che servono a giustificare tutta la diversità genetica che osserviamo in una popolazione. Tutti gli altri individui sono così simili ai primi che non apportano nuove mutazioni genetiche al totale.

Se quindi la grandezza effettiva è molto simile alla popolazione reale, allora vuol dire che c’è molta variabilità genetica. Viceversa, se è molto più piccola della popolazione reale, la variabilità è scarsa.

Per Homo sapiens, con una popolazione di circa 8 miliardi di individui, l’effective population size è stimata essere compresa fra 10.000 e 100.000 individui.

Sarebbe quindi sufficiente lo 0,001% o forse addirittura 10 volte meno, della popolazione mondiale per rappresentare tutte le varianti genetiche esistenti.

Questo ci mostra ancora una volta che, nonostante le nostre innumerevoli differenze culturali, etniche e personali, geneticamente parlando, siamo molto più simili di quanto potremmo immaginare.

E, in un’epoca in cui la società sembra sempre più divisa, la scienza ci offre un promemoria potente: siamo tutti collegati, legati dalla trama invisibile del DNA che ci rende unici e, allo stesso tempo, universali.

*immagine di apertura generata a scopo illustrativo tramite DALL-E


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